Quale Robo Advisors vincerà la competizione?

Articolo di qualche anno dai contenuti interessanti e attuali

Mercoledì 21 settembre 2016 a Milano ho avuto il piacere di partecipare alla seconda edizione della conferenza sui Robo Advisors organizzata dall’amico e collega Massimo Scolari, presidente di ASCOSIM (per chi volesse avere informazioni sulla associazione: www.ascosim.it e il mio parere dato in tempi non sospetti al post Tributo ad Ascosim).

Per chi non conosce la definizione di Robo Advisors, essi sono dei servizi di investimento forniti a clienti e potenziali tali mediante supporti informatici moderni e senza l’ausilio di un consulente finanziario in carne ed ossa.

In pratica se andate su un sito di Robo Advisor, potete ricevere informazioni ed indicazioni su come investire i propri risparmi a vari livelli, ovvero ricevendo semplici suggerimenti che poi dovete avere l’accortezza di applicare personalmente, oppure destinando tutta o una parte della vostra ricchezza a tali soggetti che essendo intermediari finanziari, o appoggiandosi ad intermediari finanziari possono fare per voi le operazioni di investimento.

Ho avuto l’onore di poter presentare un mio personale contributo al tema con una presentazione semplice e veloce che potete trovare qui.

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In pratica, per poter essere d’aiuto ai miei lettori, ho analizzato il mercato dei robo advisors negli stati uniti e cercato di comprendere quale modello di business funzioni meglio e abbia tassi di crescita interessanti.

Come al solito i leaders di mercato, quando entrano in un nuovo segmento hanno la capacità di incidere notevolmente: in pochi mesi il leader di tale mercato è diventato Vanguard, una delle più grosse società di ETF al mondo, che ha convertito dei clienti in clienti di Robo Advisors con lo scopo più di fidelizzarli al loro brand che di creare una piattaforma profittevole di business.

Lo Stesso ha fatto Charles Schwab, leader incontrastato del trading on-line, che offre un servizio di Robo Advisors gratuito, ovviamente interessato più dal fatto che le persone così facendo comprano e vendono ETF generando margini da negoziazione piuttosto che da un reale contributo positivo agli investimenti delle persone.

I Robo Advisors sono un’ottima opportunità per i clienti, e sono consapevole che almeno per ora farò arrabbiare molti consulenti finanziari, perché costringono le persone a diversificare, azione importantissima che molti investitori non conoscono e non comprendono appieno. Infatti creano portafogli modello in base a diverse caratteristiche del cliente, come la propensione al rischio, l’età, il reddito ecc… e quindi rendono meno rischiose scelte di investimento che se lasciate al fai da te potrebbero rivelarsi dannose.

In realtà, dall’analisi che ho fatto e che potete leggere nella mia presentazione, oltre il 70% dei siti di robo advisors usano modelli molto obsoleti di costruzione di portafoglio che hanno dimostrato di avere dei grossi limiti sia di utilizzo che di risultato pratico, come la mean-variance optimization di Markowitz.

E’ un paradosso che piattaforme avanzate che hanno lo scopo di essere disruptive (dirompenti) sul mercato degli investimenti, si perdano poi in modelli di investimento creati più di 60 anni fa e che l’industria e l’accademia hanno mistificato negli ultimi 20 anni.

Comunque, io vedo chiaramente un trend, dove la tecnologia la farà sempre più da padrona nelle scelte di investimento, dove l’improvvisazione del “so tutto mi” o del “fidati che ci penso io” non verrà più tollerata ed accettata da un pubblico che magari non diventerà esperto di finanza, ma si renderà conto che avrà bisogno di supporti informatici e tecnologici per fare scelte più consapevoli di investimento.

Partendo da questo concetto ho fatto una provocazione alla sala: Preferite il più bravo consulente che pensa di sapere tutto e vi fornisce la sua visione della pianificazione finanziaria per il vostro futuro e il miglior fondo sul mercato, oppure un medio consulente che però è dotato di strumenti informatici e modelli statistici per classificare al meglio le vostre esigenze e fornirvi le soluzioni adatte alle vostre esigenze?

Io tutta la vita scelgo di avere un consulente finanziario dotato di un buon software di pianificazione finanziaria, in grado di analizzare le mie caratteristiche e in base ai miei obbiettivi mi suggerisce quali passi fare e soprattutto quali errori evitare.

Quindi la risposta al titolo del post di oggi è la seguente:

QUANTY ovviamente!

A parte gli scherzi, a mio avviso vincerà quella piattaforma che punterà sulla pianificazione finanziaria piuttosto che sull’asset allocation, e che permetterà ai consulenti di tutto il mondo di aumentare gli strumenti per fornire al meglio i propri clienti.

Io lavorerò nei prossimi mesi in questa direzione, se qualcuno vuol unirsi è il benvenuto.

DB

P.s.: un ringraziamento a Invest Banca, con cui condividiamo un progetto di Robo Advisors con motore DIAMAN, ma soprattutto il robottino “capitan america” dell’immagine di copertina.